domenica 13 ottobre 2013
Tempo, attenzione e rispetto
Tre parole che, negli ultimi tempi, sono in via d'estinzione.
Tempo:sempre meno quello che abbiamo e che possiamo dedicare agli atri (adulti o bambini che siano).
Attenzione: ne resta forse un briciolo verso le cose che davvero ci appassionano, altrimenti la superficialità la fa da padrone!
Rispetto: parola che amo ma che sta diventando obsoleta.
Queste tre parole sono alla base di ciò che un Counsellor offre a quanti si rivolgono a lui o lei per instaurare una relazione di aiuto.
Spesso in momenti di crisi personale, quando attraversiamo periodi difficili o ci troviamo in situazioni ingestibili, un aiuto esterno ci permette di vedere il problema da una prospettiva diversa dandoci modo di fissare l'attenzione sugli obiettivi necessari per la risoluzione di esso.
Mi piace pensare al Counsellor come ad un Facilitatore che aiuta i propri clienti a gestire in modo migliore i problemi facendo leva sulle risorse personali di ciascuno. Per questo motivo, non si tratta di uno specialista delle risposte e non possiede la soluzione al problema esposto dal cliente, ma favorisce l'esplorazione delle risposte possedute da quest'ultimo.
Una figura trascurata nel tempo, forse sottovalutata ma che in momenti particolari, sa dire la cosa giusta al momento giusto, utilizzando sapientemente quell'arte "maieutica", tanto decantata da Socrate, che fa venire alla luce soluzioni alle più disparate situazioni.
Per saperne di più visitate il sito del Dott. Emanuele Di Maio, un bravo professionista della realazione d'aiuto, che può portarvi alla scoperta di questa preziosissma attività!
http://professionistadellaiuto.webnode.it/
sabato 27 luglio 2013
Lo sviluppo del legame di attaccamento
Lo sviluppo nel legame di attaccamento si vede nella distanza fisica che il bambino è disposto a sopportare dalla figura di attaccamento. Al parco i bambini giocano liberi, ma la distanza fisica che il bambino accetta dalla madre aumenta in proporzione all’età. La distanza fisica è dunque una misura del grado di attaccamento ed esiste anche per la madre.
Importante, per un sano sviluppo psicofisico del bambino, è sviluppare un attaccamento sicuro, ma esistono diverse tipologie e stili di attaccamento che sono state rilevate attraverso un test che permette di vedere come il bambino reagisce in un luogo a lui estraneo quando la madre si allontana e poi ritorna.
Diversi psicologi hanno osservato il comportamento dei bambini in situazioni di riunione dopo una separazione dalla figura di attaccamento. Da un sistema di codifica (Main e Cassidy 1999), dopo l’osservazione di bambini di 3-4 anni sono state identificate quattro modalità di attaccamento:
1) Sicuro
2) Insicuro-evitante
3) Insicuro-ambivalene
4) Insicuro-disorganizzato
Le diverse tipologie di attaccamento sono legate agli antecedenti di attaccamento che dipendono dal carattere della madre e dalle sue reazioni all’ambiente psico-sociale, economico e alle condizioni familiari, nonché al temperamento dei bambini. I bambini difficili possono creare disagio alla madre che, innervosendosi, non crea un buon attaccamento.
Un altro elemento da tener presente è l’attaccamento che la madre ha avuto verso i propri genitori: si parla in questo caso di modello operativo interno. La madre ha un’idea dei legami affettivi in base alla propria esperienza, ha un modello mentale, un prototipo delle relazioni di attaccamento successive. La teoria dell’attaccamento ipotizza, infatti, una continuità dell’attaccamento nel tempo, tramite questi modelli mentali, allora l’idea di relazione affettiva che si forma nell’infanzia condiziona poi tutti i rapporti futuri.
Un altro elemento da tener presente è l’attaccamento che la madre ha avuto verso i propri genitori: si parla in questo caso di modello operativo interno. La madre ha un’idea dei legami affettivi in base alla propria esperienza, ha un modello mentale, un prototipo delle relazioni di attaccamento successive. La teoria dell’attaccamento ipotizza, infatti, una continuità dell’attaccamento nel tempo, tramite questi modelli mentali, allora l’idea di relazione affettiva che si forma nell’infanzia condiziona poi tutti i rapporti futuri.
Non sempre però è così perché le esperienze di vita possono comunque modificare il modello operativo interno e perché si dispone della capacità di riflettere sulle proprie relazioni affettive.
Gli effetti positivi dell’attaccamento sicuro sono riscontrabili in diversi ambiti:
Cognitivo: il bambino parla meglio, è bravo a scuola, è predisposto a successi scolastici e affettivi.
Delle relazioni sociali: ha un adattamento migliore alle diverse situazioni della vita.
Studi transculturali su diverse popolazioni hanno dimostrato che le modalità educative e culturali influiscono sugli stili di attaccamento: negli USA prevale l’attaccamento sicuro, mentre in Germania predomina l’attaccamento insicuro-evitante. Questo perché ogni cultura ha una propria idea della relazione madre-bambino.
Per approfondimenti e info posta un commento!venerdì 26 luglio 2013
Liebster Blog Award
Liebster Blog Award
Ringrazio di cuore Vale Ferri di http://educhiamo.blogspot.it/ che ha conferito a bimbi & company il Liebster Blog Award, che permette di dare visibilità ai blog seguiti da meno di 200 membri. Una volta ricevuto il premio e risposto alle domande, si gira il questionario alle 11 blogger a cui si sceglierà di dare il LBA.
Grazie mille Vale!!!
ECCO LE DOMANDE:
•Qual è il tuo colore preferito?
•Qual è la stanza della casa che preferisci?
•Sai usare il pc?
•Sei sposata?
•Quale cartone degli anni 80 preferivi?
•Cosa ti piacerebbe ti regalassero il prossimo compleanno?
•Mare o Montagna?
•Il tuo gelato preferito?
•Di che colore hai i capelli?
•E gli occhi?
•La tua canzone preferita?
E DI SEGUITO LE MIE RISPOSTE:
•Blu
•Camera da letto
•Sì
•Si
•Candy Candy
•Un viaggio
•Mare e montagna
•Nocciola e cioccolato
•Castano chiaro
•Verdi
•...Troppe per scriverne una
E ora ecco le 11 blogger da me scelte e seguite
1.Nadia di Nell'educazione un tesoro http://educhiamo.blogspot.it/
2.Stella di Una Stella tra i fornelli http://unastellatraifornelli.blogspot.it/
3 Home Made mamma http://homemademamma.wordpress.com/
4.Bambini http://bambinizerosei.blogspot.it/
5.Chiara Maci di Sorelle in pentola (anche se avrà certamente più di 200 membri) http://www.sorelleinpentola.com/
6.Emporio 74 http://emporio74.blogspot.it/
7.Ile e Gy di Dire fare giocare. Il blog della classe verde http://laclasseverde.blogspot.it/
8.Natty e Elisa di Mille idee da fare al nido http://milleideedafarealnido.blogspot.it/
9.Flavia di Sogni e Creazioni http://sogniecreazioni.blogspot.it/
10.Blogmamma http://www.blogmamma.it/
11.Non solo mamma http://www.nonsolomamma.com/
sabato 1 giugno 2013
Per dire addio al pannolino ...
Innanzi tutto bisogna sfatare il mito delle nonne che raccontano di aver messo sul water il proprio figlio all’età di 8 mesi. In realtà il fatto che il bambino facesse pipì era una pura coincidenza! Perché sia autonomo un bambino dopo 18 mesi dovrebbe essere:
- trovato asciutto dopo il sonno,
- messo immediatamente sul vasino in modo che, sentendo la vescica piena, abbia la sensazione di sollievo che la fuoriuscita di pipì provoca.
Il successo dell’addestramento al vasino non dipenderà solo da quanto sia pronto il bambino, ma anche da quanto lo siate voi. Talvolta i bambini sono pronti, ma gli adulti vivono come un incubo questo momento generando ansia nei piccoli. Non è pertanto, consigliabile iniziare l’addestramento nel caso in cui non abbiate il tempo per dedicarvi al cento per cento a tale compito. Per far si che il passaggio dal pannolino al vasino avvenga in modo rapido e con successo è molto importante essere mentalmente sereni in modo da potersi concentrare per il tempo necessario alla riuscita del compito. Con un atteggiamento positivo e, se il momento è quello giusto, dovreste riuscire nell’impresa in una settimana.
E ancora ...
- Quando cominciare ...
- ...e cosa serve
- L'importanza della motivazione.
- Come fare durante i primi giorni.
- Pipì a letto, regressione e paura della popò.
- Consigli pratici.
- Bibliografia e testi consigliati
"Per dire addio al pannolino ... addestramento al vasino".
sabato 25 maggio 2013
Quando arrivano i primi capricci …
L’età dei capricci comincia proprio intorno ai due anni ed è assolutamente fisiologica: il bambino usa in queste occasioni il massimo della sua potenzialità fisica (urla,scalcia, morde,graffia, tira i capelli, trattiene il fiato e diventa viola), però non lo fa mai con intenzioni cattive ma solo perché non sa esprimersi in un altro modo. In generale, i bambini iniziano a fare i capricci, in modo consapevole, dopo i due anni, cioè quando il loro sviluppo cognitivo permette di iniziare a distinguere 'io' e tu e a sperimentare alcune abilità importanti: nel linguaggio, nel movimento, nella manipolazione di oggetti, nel controllo autonomo di diverse funzioni. In questa fase i bambini hanno bisogno di esplorare anche oltre i limiti che noi vorremmo imporre. Spesso dunque certi comportamenti sono il loro modo di testare fin dove possono spingersi, fino a dove si è allargato il loro potere, soprattutto nei nostri confronti. Noi li chiamiamo capricci e possiamo citarne una gamma molto ampia: quando un bambino rifiuta di mangiare, quando non si vuole vestire, quando non si vuole mettere le scarpe, quando non le vuole allacciare, quando non vuole restituire il giocattolo di un altro bambino, quando non vuole alzarsi da terra, quando non vuole sedersi nel seggiolino, e chi più ne ha più ne metta.
La lista potrebbe essere lunghissima, ma il punto fondamentale per ogni genitore è capire che con i capricci i bambini cercano di dire qualcosa.
Stanchezza, sonno e fame, arrivo della febbre o di una malattia esantematica, richiamo di attenzioni, reazioni a divieti e regole eccessive, bisogni di tipo psicologico, competizione o gelosia nei confronti di un fratello o sorella, richiesta di aiuto per cause esterne, genitori troppo stressati, sono queste le cause principali dei capricci.
La manifestazione isterica del capriccio prende il sopravvento sulla causa iniziale, e ad alimentare pianti e grida è adesso la perdita del controllo della situazione da parte del bambino stesso. In una progressione sempre più disperata. Sono le situazioni più critiche, in cui ogni tentativo di intervento, sia esso dolce oppure deciso, pare avere il solo effetto di amplificare gli effetti, anziché placarli. Se la perdita di controllo è il problema che sempre più spesso si verifica, ecco alcune semplici regole per superarla:
• Mantieni sempre la calma. Non urlare altrimenti il bambino si agiterà di più. Ricorda che per i piccoli non è facile ricomporsi.
• Mantieni le posizioni: se il piccolo capisce che prima o poi cederai è la fine. Mantieni il punto! Se è NO deve essere NO! Sposta l’attenzione su qualcosa di diverso, magari di più rilassante da fare insieme.
• Ignoralo. Se non si mette in una situazione di vero pericolo, non reagire. E' la chiave per eliminare un comportamento indesiderato.
• Evita di dilungarti in lunghe spiegazioni del perché non deve fare una cosa.
• Attenzione alla stanchezza! Se osservi bene noterai che i tantrums avvengono quando il bambino è stanco. Quando lo vedi arrabbiato o nervoso, fagli fare un pisolino o proponigli un’attività rilassante (coccolandovi sul divano o sul letto, leggendo una favola, ecc.)
• Dedicagli del tempo. Spesso i bambini hanno i tantrums perché vorrebbero la nostra attenzione. Quando un bambino ha bisogno di stare un po' con la mamma o con il papà, spesso il tantrum diventa il suo modo per dircelo.
• Cerca qualcuno che possa darti il cambio quando senti di non farcela: è fondamentale perché i tantrums esplodono maggiormente quando si è stanchi o occupati.
• Sforzati di capire e interpretare il capriccio e ricorda SEMPRE chi è l’adulto.
• Non tirare la corda. Se tuo figlio è già stanco non andare in giro per comprare “altre due cosette”, altrimenti il tantrum è assicurato!
• Dimostra il tuo amore. Una volta passato il momento critico dimostra che gli vuoi bene e lo capisci.
• Parla! Magari pensi che sia difficile che a 18-20 mesi ti capisca, ma il tono della voce, l’espressione del tuo volto e il modo in cui spiegherai perché non deve avere quelle reazioni lo aiuteranno a comprendere.
Per approfondimenti, richieste o consulenze lascia un post!
sabato 11 maggio 2013
Auguri a tutte le mamme, ma soprattutto alla mia!
Ricordando i preparativi per la festa della mamma quando ero bambina, mi viene subito in mente questa deliziosa canzone dello Zecchino D'Oro che ancora una volta oggi dedico alla mia mamma con tanto amore!
Ho fatto un mazzolino,
coi fiori del giardino,
li ho colti stamattina,
insieme al mio papà.
Sono i fiori per la tua festa,
cara mamma eccoli qua.
Una rosa perchè ti voglio bene,
una viola perchè sarò ubbidiente,
un papavero, non so perchè,
un non ti scordar di me.
Un mughetto insieme ad un gelsomino,
da quest’oggi sarò sempre più buono,
una primula vuol dire che,
il primo pensiero sei per me.
Qualche ciclamino,
perchè dimentichi che sono biricchino,
un girasole, una margherita,
perchè tu sei il fiore della vita.
Ho fatto un mazzolino,
coi fiori del giardino,
li ho colti stamattina,
insieme al mio papà.
Sono i fiori per la tua festa,
cara mamma eccoli qua.
Una rosa perchè ti voglio bene,
una viola perchè sarò ubbidiente,
un papavero, non so perchè,
un non ti scordar di me.
Un mughetto insieme ad un gelsomino,
da quest’oggi sarò sempre più buono,
una primula vuol dire che,
il primo pensiero sei per me.
Qualche ciclamino,
perchè dimentichi che sono biricchino,
un girasole, una margherita,
perchè tu sei il fiore della vita.
giovedì 22 novembre 2012
LA SETTIMANA DEI DIRITTI DEI BAMBINI
Prima che la settimana dei diritti dei bambini finisca vorrei lasciare una poesia per ricordare con affetto tutti bambini stranieri che ho incontrato in questi anni di insegnamento.
IL TRENO DEGLI EMIGRANTI
Non è grossa, non è pesante
la valigia dell'emigrante ...
C'è un pò di terra del mio villaggio,
per non restare solo in viaggio ...
Un vestito, un pane, un frutto,
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l'ho portato:
nella valigia non c'è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.
Lui resta, fedele come un cane,
nella terra che non mi da pane:
un piccolo campo, proprio lassù ...
Ma il treno corre: non si vede più
G.Rodari -Filastrocche in cielo e in terra-
IL TRENO DEGLI EMIGRANTI
Non è grossa, non è pesante
la valigia dell'emigrante ...
C'è un pò di terra del mio villaggio,
per non restare solo in viaggio ...
Un vestito, un pane, un frutto,
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l'ho portato:
nella valigia non c'è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.
Lui resta, fedele come un cane,
nella terra che non mi da pane:
un piccolo campo, proprio lassù ...
Ma il treno corre: non si vede più
G.Rodari -Filastrocche in cielo e in terra-
Iscriviti a:
Post (Atom)


